Il preventivo diventa d’obbligo anche per gli avvocati

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Il preventivo diventa d’obbligo anche per gli avvocati

Con l’introduzione della Legge 4 agosto, 2017 n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) è scattato anche per gli avvocati l’obbligo di preventivo scritto al momento dell’incarico.
Tale obbligo era richiesto a tutti i professionisti in genere, ad esclusione degli avvocati secondo quanto dichiarato dal decreto-legge 4 gennaio 2012, n. 1. Nello stesso anno, con la Legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense) gli avvocati erano tenuti a dichiarare il preventivo solo se richiesto dal cliente.

Con la nuova legge introdotta lo scorso agosto, gli avvocati sono sempre obbligati al preventivo sia esso in forma scritta o digitale. Attraverso l’obbligo di prevenzione gli avvocati sono tenuti a dichiarare per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi come richiesto dall’art. 9, comma 4, del D.L. n. 1/2012. Anche l’assistenza stragiudiziale finalizzata a risolvere le controversie, e quindi i compensi per l’eventuale procedura di mediazione, dovrà essere dichiarata.

Il cliente, da parte sua, dovrà dichiarare di essere stato informato del grado di complessità dell’incarico e di tutti i futuri oneri ipotizzabili. Il cliente dovrà pagare con tempestività i preavvisi di parcella e corrispondere quanto dovuto per la fase giudiziale in corso in caso di mediazione o di recesso. Se la liquidazione prevede un importo maggiore rispetto a quanto pattuito, la differenza sarà riconosciuta a favore dell’avvocato. Il mancato pagamento legittima lo scioglimento del contratto, con autorizzazione all’immediata rinuncia al mandato senza alcuna responsabilità.

Tra le altre novità previste dalla legge n.124, valide per tutti coloro che svolgono professioni regolamentate tra cui gli avvocati, vi è quella di “assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza, i professionisti iscritti ad ordini e collegi sono tenuti ad indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni” (art. 1, comma 152).