La figura del praticante avvocato

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La figura del praticante avvocato

Il percorso formativo che prepara alla professione forense è lungo e pieno di ostacoli, molto spesso i neolaureati trovano difficoltà e anche al termine del tirocinio i dubbi e le perplessità sembrano non scomparire. Cerchiamo di fare chiarezza sulla figura del praticante avvocato.

Il praticante avvocato, dopo aver svolto un anno di pratica forense, è ammesso all’esercizio limitato della professione. I praticanti abilitati possono esercitare il patrocinio avanti al giudice di pace, sia in sede civile sia penale, senza limiti di materia o valore. I limiti sussistono, invece, davanti al tribunale in composizione monocratica negli affari civili e penali.

Tra gli affari civili rientrano:

  • le cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a € 25.822,84;
  • le cause per le azioni possessorie, salvo il disposto dell’articolo 704 del codice di procedura civile, e per le denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell’articolo 688, secondo comma, del codice di procedura civile;
  • le cause relative a rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani e a quelle di affitto di azienda, in quanto non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie.

Rientrano, invece, tra gli affari penali:

  • le cause per i reati previsti dall’articolo 550 del codice di procedura penale.

L’abilitazione del praticante è subordinata al giuramento che deve essere prestato davanti al Presidente del Tribunale della circoscrizione in cui il praticante è iscritto e dura sei anni. Tale abilitazione decade se il praticante non supera l’esame di Stato.

Secondo quanto prescrive la legge n. 247/2012 all’art. 41 comma 12, il praticante avvocato abilitato al patrocinio sostitutivo, nel periodo di svolgimento del tirocinio, può sostituire l’avvocato presso il quale svolge la pratica rimanendo sempre sotto lo sua osservazione anche se non si tratta di affari trattati direttamente dal medesimo, in ambito civile di fronte al tribunale e al giudice di pace, e in ambito penale nei procedimenti di competenza del giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali e in quelli che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, rientravano nella competenza del pretore.

Va precisato che il praticante abilitato al patrocinio sostitutivo non può più avere cause proprie o essere inserito nel mandato difensivo poiché il suo ruolo sarà appunto sostitutivo e comunque sotto la responsabilità del proprio dominus.

Il praticante abilitato alla professione deve evitare di trovarsi in situazioni che contrastano con la sua attività. L’iscrizione nel registro dei praticanti abilitati al patrocinio e l’iscrizione all’Albo degli Avvocati può ritenersi compatibile:

  • con il possesso di quote di partecipazione sociale in una società a responsabilità limitata;
  • con il possesso di quote di partecipazione sociale in una società in accomandita semplice purché la persona che chiede l’iscrizione partecipi alla società nella qualità di socio accomandante;
  • con qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se con orario di lavoro limitato e attività di docenza in corsi di formazione professionale.