Da dove nasce l’usanza per gli avvocati di indossare la toga?

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Da dove nasce l’usanza per gli avvocati di indossare la toga?

L’origine della toga è antichissima e precede anche il ruolo stesso di avvocato. Ma quando va indossata e quando, invece, ci si può presentare in aula in giacca e cravatta?

Il primo “drappo” simile alla toga viene già indossato in epoca romana, indicando fra gli uomini quelli che rivestivano cariche e funzioni ufficiali.

La toga consisteva in un abito lungo con una manica regolare e un nodo sotto l’ascella destra che lasciava libero il braccio.

Il colore indicava invece le diverse cariche: la toga bianca rappresentava i candidati alle elezioni, la toga orlata di porpora veniva indossata esclusivamente da magistrati, senatori e Re, la toga nera era indossata solo nei giorni di lutto.

Bisognerà attendere il Medioevo affinché la toga nera diventi il simbolo dell’avvocatura. La toga si trasforma in un abito lungo, un’uniforme vera e propria, portata da avvocati, medici, professori e notai.

Da allora, la toga nera è rimasta sempre il simbolo dell’avvocatura, tanto da essere riconosciuta a livello legislativo in Italia con un regio decreto ancora valido dal 1865:

Nelle pubbliche udienze delle corti e dei tribunali gli avvocati patrocinanti indossano le seguenti divise: Toga di lana nera alla foggia di quella prescritta per i funzionari giudiziari, ma abbottonata sul davanti con maniche orlate di un gallone di velluto nero, rialzate e annodate sulle spalle con cordoni e nappine di seta nera; hanno il tocco di seta nera fregiato di un gallone di velluto nero, e il collare di tela batista.

Quando è obbligatorio indossare la toga?

La legge prevede l’obbligo di toga nelle udienze pubbliche delle corti e dei tribunali e davanti ai consigli dell’ordine e al consiglio superiore forense.

Ultimamente, però, vediamo gli avvocati vestiti di toga solo nel corso delle udienze penali e nel perorare delle cause di fronte alla Corte di Cassazione o al Consiglio di Stato. In tutti gli altri casi è diventata usanza comune e accettata indossare abiti civili, seppur, ovviamente, ben distinti.