Cresce l’investimento tecnologico nel settore legale

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Cresce l’investimento tecnologico nel settore legale

L’avvento del XXI secolo e dell’era informatica ha portato con sé numerose dinamiche nuove che hanno investito un po’ tutti i settori. Dall’istruzione alla comunicazione, passando per il commercio, il processo di digitalizzazione è ormai una questione inarrestabile.

Anche nel settore legale cresce l’investimento tecnologico

Così, se l’informatica è entrata nella galassia delle imprese più di cinquant’anni fa, adesso si sta imponendo anche in quel settore che vede protagonisti avvocati, giudici, tribunali, studi, cancellerie e tanto altro.

Certo, l’irrompere del digitale negli affari legali non è di certo paragonabile a quello che è avvenuto in altri settori: per intenderci, i fattori relazionali, intellettuali e creativi che caratterizzano questi ambienti fanno in modo che mai tutto ciò potrà essere soppiantato da robot.

Ma è pur vero che i tempi cambiano e tutti i mestieri si evolvono in base alla richiesta del mercato e al contesto propri di ogni generazione. Così, piattaforme di incontro tra domanda e offerta basate su tracciabilità e trasparenza permettono di intercettare i trend emergenti e migliorare i servizi offerti ad esempio da uno studio legale.

Alla stessa maniera, software specifici come Kleos, Suite Ufficio LegaleProcesso TelematicoDIR, contribuiscono ad organizzare meglio il lavoro, facendo risparmiare tempo e fatica allo stesso avvocato. Grazie alla tecnologia in questo settore sono ormai diffusi anche portali per la condivisione di documenti con la clientela, così come spesso si è soliti gestire telematicamente i rapporti professionali.
Insomma, lo sviluppo del settore informatico non è per niente destinato a denaturare il mondo della giurisprudenza, ma sta servendo a questo numerosi strumenti al fine di migliorarlo.

Per tali ragioni cresce la spesa ICT, ossia quella che gli avvocati fanno annualmente per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Si stima infatti che ad oggi i professionisti del settore legale del nostro paese sborsino intorno ai seimila euro ogni dodici mesi, una quota comunque inferiore a quanto fanno per la medesima questione commercialisti e consulenti del lavoro.