Avvocati e fattura elettronica: come funziona

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Avvocati e fattura elettronica: come funziona

L’1 gennaio 2019 è stata una data importante per i liberi professionisti con partita IVA: tutti i soggetti residenti o stabiliti in Italia sono obbligati ad emettere fattura elettronica.

Un obbligo che coinvolge anche gli avvocati, con qualche particolare eccezione, che sono quindi tenuti a emettere la fattura a fronte dei compensi ricevuti nei confronti di tutti i clienti, sia pubblici sia privati. A loro volta gli avvocati riceveranno la fattura elettronica da parte dei fornitori.

Si è dato così il via ad una nuova modalità di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture commerciali: si parte dall’emissione di un documento informatico trasmesso all’Agenzia delle Entrate mediante il Sistema di Interscambio. Attraverso quest’ultimo il documento verrà recapitato al destinatario che potrà accettare o rifiutare la fattura.

Quali sono i vantaggi per gli avvocati?

La nuova legge prevede dei vantaggi fiscali come la riduzione dei termini di accertamento fiscale, la semplificazione dell’emissione e la facilitazione in ambito di detrazioni dell’IVA.

Sono esonerati i soggetti che rientrano nel “regime di vantaggio” secondo l’articolo 27 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, e i soggetti che rientrano nel “regime forfettario”.

Gli avvocati con regime forfettario, in particolare, nonostante non siano obbligati all’emissione di fattura elettronica, possono utilizzarla nel caso in cui lo preferiscano (secondo il provvedimento n. 89757 del 2018). L’obbligo vale in caso di emissione di fattura elettronica verso le pubbliche amministrazioni.

È possibile conservare le fatture elettroniche tramite due modalità. Grazie ai servizi delle Entrate è possibile conservare in via elettronica tutte le fatture ricevute dal Servizio di Interscambio attraverso un servizio gratuito. Altra modalità di conservazione è l’archiviazione delle fatture con copie informatiche in pdf, jpg o txt.