Avvocati e equo compenso: protocollo d’intesa tra Ministero Giustizia e Cnf

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Avvocati e equo compenso: protocollo d’intesa tra Ministero Giustizia e Cnf

Quella dell’equo compenso è una battaglia che il mondo legale combatte da anni, e che è giunta finalmente ad una risoluzione concreta nel mese di luglio del 2019.

Proprio il 2 luglio è stato raggiunto un accordo per l’istituzione di un Nucleo Centrale di Monitoraggio della disciplina dell’Equo compenso per la professione forense.

Il Protocollo d’Intesa, sottoscritto dal Ministro della Giustizia Bonafede e dal Presidente del CNF Mascherin, prevede un continuo monitoraggio a livello sia centrale che locale della corretta attuazione della disciplina dell’equo compenso.

Il documento del protocollo prevede una sede centrale a Milano e diversi sedi distaccate che effettueranno un monitoraggio diretto nel territorio, attraverso i Nuclei locali detti COA.

L’organismo centrale è collegiale ed è composto da cinque membri: tre rappresentanti del Ministero della Giustizia, di cui uno in rappresentanza del Gabinetto del Ministro, uno dell’Ufficio Legislativo del Ministero e uno dell’Ufficio libere professioni della Direzione della giustizia civile, più il Presidente del CNF e un delegato nazionale CNF.

A presiedere il Nucleo è il Ministro della Giustizia in persona o un rappresentante da lui delegato.

Il Nucleo centrale si occupa nel dettaglio di:

  • monitorare la corretta applicazione della disciplina anche da parte dell’Autorità Giudiziaria;
  • coordinare le attività della Rete Nazionale;
  • segnalare all’AGCM e alle altre autorità i comportamenti di committenti pubblici e privati che violano o aggirano la disciplina dell’equo compenso;
  • proporre iniziative a favore dell’attuazione dell’equo compenso, anche di ordine legislativo;
  • sollecitare chi è stato colto a violare l’equo compenso affinché regoli le proprie passi.

La Rete Nazionale ha in questo senso un compito fondamentale. È proprio a livello locale che possono essere effettuati i controlli e le verifiche a seguito di segnalazioni di comportamenti scorretti.

I COA riferiranno quindi al Nucleo centrale ogni caso accertato di elusione dell’equo compenso, lasciando al Nucleo la possibilità di agire di conseguenza.