Avvocati, cosa rischia chi non fa la formazione?

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Avvocati, cosa rischia chi non fa la formazione?

Con la sentenza n. 24.739 del 2016, la Corte Suprema di Cassazione si è espressa in materia di censura nei riguardi dell’avvocato che non ottempera all’obbligo di formazione continua prescritto dal codice deontologico.

 

Con la suddetta sentenza, infatti, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un avvocato contro il provvedimento disciplinare che gli aveva comminato la censura per non aver totalizzato il numero di crediti formativi previsti dal regolamento del Consiglio nazionale forense.

Il rispetto degli obblighi di formazione è, per ogni avvocato, sia un dovere deontologico sia una condizione necessaria per preservare l’iscrizione all’albo degli avvocati.

Il professionista legale che non prende parte ai corsi di formazione e non accumula i crediti previsti dalla legge, infatti, potrebbe andare incontro non solo a censura, consistente nel biasimo formale, ma anche a sanzioni assai più gravi come la sospensione o addirittura la radiazione dall’albo.

 

Nell’esercizio delle sue funzioni, l’avvocato è tenuto a incrementare le proprie competenze a tutela dell’interesse dei propri clienti, al fine di un’amministrazione della giustizia sempre più efficiente. Per questo motivo l’avvocato ha il dovere di svolgere correttamente la propria professione, curando la propria formazione nell’arco dell’intera carriera, prendendo parte a convegni e corsi accreditati dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) e agli altri progetti formativi elencati dal regolamento, come per esempio la pubblicazione di articoli o saggi a tema giuridico su riviste di settore o su siti specializzati.

Il periodo di riferimento per stimare il rispetto degli obblighi formativi è di tre anni. Nel corso di ogni triennio, l’avvocato deve aver maturato almeno 60 crediti, di cui almeno 15 per ciascun anno. Dei 60 crediti, almeno 9 (3 per ogni anno), devono provenire da corsi di deontologia forense.

I crediti formativi possono essere acquisiti anche frequentando corsi a distanza, ma in una misura che non superi il 40% del totale.