Attività forense in Italia: cenni storici

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Attività forense in Italia: cenni storici

Chi è l’avvocato e come nasce questa figura? Quando nasce l’attività forense?

Un avvocato è, da definizione, un professionista esperto in ambito del diritto che opera in difesa dei diritti e degli interessi dei propri assistiti. Il servizio che offre ed esercita, l’attività forense, è regolata da diverse norme.

Una delle prime leggi a regolare l’attività forense risale al 25 marzo del 1926, in particolare la numero 453. Tale legge serviva a distinguere la figura dell’avvocato da quella del procuratore, prevedendo l’iscrizione all’albo professionale come requisito indispensabile per esercitare la professione forense.

Facendo un salto temporale, arriviamo al 2008 quando viene depositato un disegno di legge al Senato Italiano approvato successivamente nel 2010 dalla Commissione di Giustizia. Approvato nel 2012, viene stato deposto definitivamente come legge numero 247 del 31 dicembre 2012.

Con quest’ultima legge sono state introdotte importanti novità come la possibilità, per vari ordini forensi, di stipulare convenzioni con le università per l’espletamento del tirocinio, una nuova disciplina dell’esame abilitante alla professione e la previsione di nuove modalità per il suo espletamento. Viene introdotta anche la possibilità di conseguire specializzazioni dopo aver frequentato percorsi di formazione biennali secondo modalità stabilite dal Ministero della Giustizia.

Da tanti anni le norme che regolano l’ingresso nel mondo del lavoro dell’avvocato sono sempre le stesse.

Sin dall’inizio fare il mestiere dell’avvocato ha richiesto una caratteristica in particolare: la scrupolosità, la diligenza. Ha tutte le caratteristiche per essere considerato un lavoro del tutto autonomo, in quanto esercizio di una professione intellettuale. La conseguenza è che l’avvocato non riveste qualità di imprenditore e la sua non è un’attività di impresa.

Nella storia italiana si ricordano famosi avvocati come Ulpiano, giurista romano citato anche da Teodosio II e Valentiniano II, o Lidia Poet, donna innovativa diede un consistente contributo al diritto legislativo italiano. In particolare, Poet fu la prima donna a chiedere l’iscrizione all’albo forense.

È da citare anche Pietro Calamandrei, professore di Procedura Civile all’Università di Messina, Siena e Modena e considerato il papà del Codice Civile.