Aprire uno studio legale: prestiti per gli avvocati under 35

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Aprire uno studio legale: prestiti per gli avvocati under 35

Buone notizie per gli avvocati sotto i 35 anni che desiderano aprire il proprio studio legale o di accedere al mercato del credito nei primi anni di attività.

La Cassa Forense ha promosso un’iniziativa per aiutare i giovani avvocati con età inferiore ai 35 anni per accedere al mercato del credito con un abbattimento del 100% degli interessi passivi.

A farsi carico della spesa degli interessi passivi è proprio l’Ente della Cassa Forense, che si occuperà inoltre degli aspetti connessi alla garanzia legale.

Il bando indetto dalla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense prevede che gli avvocati vincitori possano avere accesso ad un importo in conto capitale complessivo di 10.000.000,00 euro all’anno, erogato dalla Banca di Sondrio, cui è stato affidato il servizio.

Gli interessi passivi verranno quindi versati totalmente dalla Cassa Forense all’istituto di credito.

Requisiti per richiedere il prestito

Per accedere all’iniziativa bisogna avere questi requisiti:

  • l’iscrizione alla Cassa da almeno due anni, con esclusione dei praticanti che non potranno partecipare;
  • non aver compiuto il 35° anno di età;
  • non aver beneficiato di agevolazioni nel 2017 e nel 2018;
  • reddito professionale inferiore a €40.000.

Qui le condizioni del prestito:

  • durata di 12, 24, 23, 48 o 60 mesi;
  • limite minimo di capitale concesso in prestito di minimo €5.000 e massimo €15.000 per iscritto;
  • rata mensile senza nessuna spesa per l’incasso;
  • spese di istruttoria una tantum pari a €35,00 a carico dell’avvocato richiedente;
  • tasso nominale annuo fisso pari all’IRS lettera di periodo corrispondente alla durata del prestito concesso (ovvero uno, due, tre, quattro e cinque anni) maggiorato di uno spread pari al 3,50%;
  • estinzione anticipata in qualsiasi momento senza penali;
  • delibera a giudizio insindacabile della Banca Popolare di Sondrio.
  • per gli oneri fiscali sarà trattenuta un’imposta sostitutiva dello 0,25% all’atto dell’erogazione.